Un’immensa voragine, un abisso nero e profondo…
(Cinzia)
KID ACNE
ROMANCE AIN’T DEAD
PROMOTIONAL COPY NOT FOR SALE
EMI/LEX
2007
“It’s awesome” scriverebbero gli inglesi veri, i critici che scrivono per i tabloid del Regno Unito, al riguardo di “Romance Ain’t Dead” a firma Kid Acne. Lavoro fresco, limpido che mette addosso una frenesia fuori dal comune. Kid Acne lancia rime come fulmini a ciel sereno. Hip hop (bianco) condito in salsa punk: ascoltate l’inizio del cd con lo splendido brano “Eddy Fresh” (puro The Streets style) seguito da “Oh No You Didn’t”, punk-song che potrebbe attirare i fans degli Stiff Little Fingers. Disco, per il sottoscritto, al limite della perfezione con riverberi dance apprezzabili anche dagli amanti della pop music. Perché, per fortuna, la contaminazione tra generi musicali continua nel suo instancabile percorso!
JAKE SHILLINGFORD
WRITTEN LARGE A COLLECTION OF ACOUSTIC SONGS
CD
EXILOPHONE
Release Date: 17th March 2008
Dunque “Written Large” è il nuovo capolavoro di Jake Shillingford (membro fondatore della brit-pop band di culto My Life Story), e ciò non è un particolare di poco conto. Il mio più grande rammarico è che questo album in Italia –molto probabilmente- passerà sotto silenzio non avendo (al momento in cui sto scrivendo queste righe) una regolare distribuzione! Però nulla toglie alla bellezza infinita di queste canzoni. Dodici “acoustic songs” che strappano il cuore anche al più cinico degli ascoltatori. Il buon Jake si conferma ottimo songwriter, confezionando piccoli ritratti di “mondi” che rispecchiano il tipico cielo brumoso britannico. Non faccio assolutamente fatica nell’espormi e dichiarare che “Writter Large” potrebbe risultare essere -già da ora- uno degli lp più importanti (se non il migliore) di tutto il 2008. Bisognerà fare tanto (e molto) per superare o bissare tutto l’amore straziato di queste ballate tristi e malinconiche…
Voto: 5
PANTALEIMON
MERCY OCEANS
CD
DURTRO/JNANA RECORDS
2007
Andria Degens porta al concepimento di un’arte nuda e cruda. Pantaleimon è il gruppo che l’accompagna in questo viaggio acustico e di sperimentazione, sopra note che risplendono d’amore. “Mercy Oceans” non è proprio un capolavoro assoluto ma poco ci manca. Gli aiuti sono efficienti e d’autore come quelli di Isobel Campbell e Baby Dee. Andria “gioca” e s’avventura verso strade di un inesplorato pop innocente. Pochi strumenti, suonati con parsimonia per mettere in evidenza la sulfurea voce della delicata Degens. E sì proprio nulla è lasciato al caso.
Voto: 4
SIMONE WHITE
I AM THE MAN
CD
HONEST JONS/EMI
2007
Si chiama Simone, ma White è una signora dotata di “attributi” femminili artistici molto alti. Ci troviamo, ancora una volta, al cospetto di un grandissimo disco. “I Am The Man” è un’ottima prova, decisamente matura per una voce femminea dai contorni conturbanti ed affascinanti. Brani pop-folk leggiadri che girano attorno alle figure di Rickie Lee Jones e Toni Childs. La capacità di scrittura di Simone è significativa e la sua arte si posiziona molto in alto nell’attuale panorama discografico. Questi sono i dischi che -per quanto mi riguarda- vorrei sempre ascoltare, magari proprio all’inizio di un’altra malinconica primavera…
Voto: 4
Claudio Baroni
Fatcat Records
CHARLOTTEFIELD
WHAT ARE FRIENDS FOR
CD
FATCAT RECORDS
Release Date: 21 January 2008 (Uk, Europe & Rest Of World)
5 February (Us, Canada)
Anni fa, per la mia personale concezione d’intendere la musica, la proposta sonora di questi ragazzi di Brighton sarebbe stata bocciata a priori. Sbagliavo, sicuramente, peccando di una malcelata ignoranza culturale. Oggi, con il senno di poi, cerco di rimediare (con somma umiltà) agli errori del passato. “What Are Friends For” è il nuovo compact dei Charlottefield ed il suo ascolto appare veramente duro ed ostico per orecchie non allenate a certi suoni “tirati” e “serrati”. Il sound della band anglosassone lo si potrebbe definire (come scritto nella cartella stampa) post-hardcore, ovvero un (come lo sento io) fragoroso muro noise (stile primi Sonic Youth) che cerca però una sua empatica emancipazione artistica. Non sono, dunque, statici i Charlottefield, ma riescono (con uno sprint emotivo eccezionale) a non risultare scontati e monocorde.
OUR BROTHER THE NATIVE
MAKE AMENDS FOR WE ARE MERELY VESSELS
PROMO COPY NOT FOR SALE
FATCAT RECORDS
Release Date: 15 February 2008 (Uk, Europe & Rest Of World)
11 March (Us, Canada)
Quanto è bella e strana, il più delle volte, la musica, come ogni altra forma d’arte. Le sensazioni che sa dare (ed inculcare) sono sempre complesse e difficilmente comprensibili. Ogni essere umano interpreta “a suo modo” ed a suo personale consumo un ben determinato “filtrato musicale”. Quasi mai si trovano pareri uguali, ci sono opinioni che divergono (per fortuna) nel dibattere di un’opera. Come nel caso di “Make Amends For We Are Merely Vessels”, album di Our Brother The Native, three young americans from California & Michigan. Definire la ragione sociale, la musica proposta dal gruppo statunitense è impresa alquanto ardua. A cominciare dalla durata: otto (scrivo otto) canzoni per ben 78 minuti e 21 secondi, così “recita” il mio personale lettore cd. Questo disco potrebbe essere una sorta di spartiacque nel modo di concepire e fruire la musica. Tutta la bellezza intrinseca (e l’esagerata maestosità) di “Make Amends For We Are Merely Vessels” non potrà (per tanti fattori culturali ed ambientali) essere completamente recepita nel 2008, ma per forza si sentirà la sua regale valenza negli anni a venire. Con questi ragazzi, penso proprio si stia attraversando la barriera (fino ad ora) invalicabile del cosiddetto post-rock. Concetto superato ed obsoleto che, grazie agli Our Brother The Native, sembra proprio voler ripartire su coordinate nuove e translucide.
Voto: 5
BOTTOM OF THE HUDSON
FANTASTIC HAWK
PROMOTIONAL CD
ABSOLUTELY KOSHER RECORDS
2007
Questo è il pop-folk che, senza ombra di dubbio, pare proprio andare “di moda” nel cosiddetto nuovo circuito alternativo. Quel sottile filo rosso che unisce i grandi cantautori del passato con personaggi come Bright Eyes, tanto per fare un esempio calzante. Di questo “genere” fanno parte sicuramente Bottom Of The Hudson, quattro musicisti provenienti dal quartiere di Brooklyn (New York) che riescono a scrivere musica “carina” senza eccessivi intoppi cerebrali… Il loro “Fantastic Hakw” è l’esempio lampante di quanto spiegato da me poco sopra. Melodie raffinate (come in “Bee Hive”) che non sconfinano mai nel ridondante e nel mieloso. Bene così.
Voto: 3/4
PALOMAR
ALL THINGS, FORESTS
PROMOTIONAL CD
MISRA RECORDS
2007
Oh! Ma quanta bella musica mi capita di ascoltare ultimamente! La provenienza, sarà uno sporadico caso, è sempre e comunque dagli Stati Uniti, per l’esattezza New York (Brooklyn). I Palomar sono in quattro (tre bellezze femminili ed un biondo maschietto) che suonano con sofferta convinzione i loro strumenti. Il cd da me recensito, in quest’occasione, si chiama “All Things, Forests” ed ingloba (in un certo senso) tutta la pop-music alternativa degli ultimi anni. Con ovviamente tutti i suoi difetti ed inevitabili pregi. I difetti sono lo stanco ripetersi di certi cliché modaioli, mentre i pregi sono quel fluire languido delle note. Disco adatto, dunque, ai soli amanti del genere.
Voto: 3
GET HIM EAT HIM
ARMS DOWN
PROMOTIONAL CD
ABSOLUTELY KOSHER RECORDS
2007
E’ lunga da passare la notte, d’inverno poi sembra ancora più triste e buia. Meglio, allora, accendere lo stereo e cercare di rilassarsi –possibilmente- con della buona musica. Proprio come quella proposta dai Get Him Eat Him. “Arms Down” è la loro ultima prova artistica, senza particolari picchi di esaltante originalità. Questa band (provenienza Rhode Island, Usa) suona una pop-music “gentile” e per nulla elaborata. Le canzoni scivolano via (“Push & Pull” molto bella) che è un vero piacere, per il sottoscritto niente altro d’aggiungere
Voto: 2/3
HALLELUJAH THE HILLS
COLLECTIVE PSYCHOSIS BEGONE
CD
MISRA RECORDS
2007
Ascolto queste note, e sembrano strapparmi il cuore, togliermi ogni goccia del mio sangue, mi sento sofferente e pesto per l'ascolto di tanta disperazione - dunque - e strazio, con il brutto che si perpetua nell’orribile quotidianità. Eppure c'è, qui dentro, anche della poesia, che si riproduce inaspettatamente su di un pentagramma levigato da tanta solitudine umana. “Collective Psychosis Begone” by Hallelujah The Hills” ci racconta di occasioni sprecate, pop malinconico sulla scia del genio Ben Folds. Amore e struggimento che si rincorrono, fiati e melodia che ci lasciano così: senza fiato per poter proferire parola alcuna.
Voto: 4/5
Claudio Baroni
…ritenere che la propria coscienza sia sempre e comunque infallibile è un atto di infantile (e futile) presunzione…
(Blatero Raffanzio, esteta del bello)
60 WATT KID
60 WATT KID
PROMOTIONAL CD
ABSOLUTELY KOSHER RECORDS
2007
Come descrivere ed ancor meglio catalogare la musica dei 60 Watt Kid ? Impresa –come sempre d’altronde- non semplice, in quanto si rischia di prendere degli abbagli non da poco ed i lettori (in questo campo) sono dei bei censori. Cerchiamo di farci capire. Immaginiamo di uscire tranquillamente di casa e di recarci nel parco divertimenti (itinerante) da poco arrivato nel quartiere. Ci troviamo davanti a tanti bei giochi, si ritorna bambini e si viene catapultati in un mondo tutto di fantasia. La realtà viene, fortunatamente, ribaltata per qualche ora. Ascoltare la musica dei tre americani, (provenienza San Francisco) chiamati 60 Watt Kid, è come pensare di salire su di un autoscontro e divertirsi a perdifiato. Il suond è veramente molto ma molto vicino a quello dei primissimi Flaming Lips, ovvero, inzuppato di bordate sonore acide e psichedeliche. Chitarre e percussioni che ruotano vorticosamente su se stesse per un ludico pensiero di inarrestabile gioia.
FROG EYES
TEARS OF THE VALEDICTORIAN
PROMOTIONAL CD
ABSOLUTELY KOSHER RECORDS
2007
Puro ed assoluto pop-sperimentale made in Victoria (Canada). Oltre le Giubbe Rosse questo paese possiede –indiscutibilmente- una tradizione musicale molto lusinghiera. Ci troviamo al cospetto di un "pasto" gradevole dove gli intelligenti Frog Eyes presentano una ricca colazione, per ben iniziare la giornata lavorativa. Dolci note vibranti (solo nove composizioni, ma tutte ben congegnate) come quelle impartite da “Idle Songs”, cavalcata solare che da sola vale l’acquisto dell’intero cd intitolato “Tears Of The Valedictorian”. Avanti così…
Voto: 4
THE AFFAIR
YES YES TO YOU
CD
ABSOLUTELY KOSHER RECORDS
2007
Piena epoca punk, tanti anni fa. Mi ricordo di una band chiamata Blondie e di una cantante (Deborah Harry) dotata veramente di una voce molto espressiva. Passa il tempo ed il disco degli americani (from New York) The Affair ricorda molto il suono dei Blondie. “Yes Yes To You” non è un semplice episodio di plagio, ma un onesto ringraziamento ad un gruppo che –partito dal punk- è assurto alle più alte classifiche di vendita mondiali. The Affair, grazie alla voce di Kali Holloway, mischiano un sano furore punk con un discreto senso della melodia. Brani che, molto probabilmente, non passeranno alla storia del rock come il massimo dell’originalità, ma intrisi (questo sì) di tanta passione.
Voto: 2/3
CHRIS GARNEAU
MUSIC FOR TOURISTS
PROMOTIONAL CD
ABSOLUTELY KOSHER RECORDS
2007
E bravo il nostro Chris (di cognome Garneau) che lento, lento -arrivando dal quartiere di Brooklyn (New York, Stati Uniti)- scrive e descrive canzoni dolci e malinconiche come se fosse sempre la notte di Natale. La malinco(no)ia di “Music For Tourists” è talmente invasiva ed incostante da prendere in contropiede (oggi nel calcio si scriverebbe "ripartenze", ma va bene lo stesso) l’ascoltatore più dimesso e maggiormente debole. Garneau è un piccolo-grande Elliott Smith delle sette note. La sua musica piange di tristezza, e ride sotto una pioggia battente. “Black & Blue” potrebbe benissimo rappresentare il manifesto programmatico di tutti i nuovi folk-singer in cerca di un maledettissimo posto al sole. Perché artisti come Chris Garneau (e così tanti altri) si meritano di essere ascoltati, almeno una volta, prima di morire. Cazzo se lo meritano.
Voto: 5
Claudio Baroni
Grazie perché mi dai la compagnia del tuo passo sicuro nella malinconia del crepuscolo.
(Cinzia)
Reviewed by Claudio Baroni
TROUBLE OVER TOKYO
PYRAMIDES
CD
Release World: April 13, 2008
KLEIN/SCHOENWETTER
Una delle più belle ed innovative realtà –di quest’inizio di 2008- è il lavoro dell’inglese Christopher M. Taylor. Il giovane in questione nasce in quel di Londra il 27 agosto del 1979 (anno magico per certa new wave britannica) ed all’età (così recita la cartella stampa) di soli cinque anni compone la sua prima canzone. Da adulto assumerà lo pseudonimo di Trouble Over Tokyo e comporrà lo splendido “Pyramides”, un misto di folk-pop e Baby Dee. Voce androgina su basi “electro” contaminate. Taylor esplora le recondite sonorità dell’anima, scorporando il bene dal male come nella emozionante “
Voto: 5
THE YOUNG PUNX!
YOUR MUSIC IS KILLING ME
LIMITED 2 DISC EDITION
MOFOHIFI RECORDS LTD
2007
Ci sono dischi che, inevitabilmente, hanno la capacità di lasciare un segno nel costume e negli ascolti di un pubblico sempre più attento ed affamato di sana creatività. Un “segno” indelebile che lo si voglia o no. E’ il caso degli inglesi The Young Punx!, i quali hanno realizzato un lavoro -“Your Music Is Killing Me”- che molto probabilmente getterà una “macchia” molto tangibile nel territorio della dance music. Cameron Saunders & Hal Ritson are The Young Punx! from London. Il loro primo sostenitore - non è un personaggio qualsiasi - risponde all’autorevole nome di Fatboy Slim alias Norman Cook, il quale ha dichiarato di amare (svisceratamente) e di essere un grande fan by The Young Punx! Vi basta questa credenziale per cercare di procurarvi il suddetto compact ? I brani contenuti in questo album (più un ulteriore dischetto di remix, con il rifacimento di “You’ve Got To…” a firma Cook) sono diciassette, tutti ballabili e fruibili al punto giusto. Un’esplosione di imperitura primavera con suoni iperbolici, slanci breakbeat con solfeggi (pop)eggianti proprio come in “Never Be The Same Again”. The Young Punx!: semplicemente geniali.
Voto: 5
THE RAVEONETTES
LUST LUST LUST
CD
SLEEPING STAR
2008
A volte ritornano come le feste comandate. Gruppi (perlopiù giovani) appaiono -alle frastornate orecchie dei critici- dopo soli pochi lp stagionati e forse un po' stanchi. Non si può certamente scrivere questo dei Raveonettes (una lei ed un lui ben assortiti: una bionda ed un ricciolone scuro), band danese che fa del rock’n’roll contaminato il suo cavallo di battaglia. E’ bene chiarire che nel sound dei Raveonettes vi è ben poco di originale, però questa mia affermazione non vuole dire che non siano credibili e più che ascoltabili. Fanno del “plagio ecumenico” (inteso come rivendicazione di una loro identità stilistica, forse ancora da trovare) il loro minimo comun denominatore. “Lust Lust Lust” appare, nell’interezza del suo ascolto, come un album di b-side dei My Bloody Valentine e The Jesus And Mary Chain. Sembra proprio che il gruppo danese arrivi, musicalmente, un tantino fuori tempo massimo per l’attuale panorama discografico. Canzoni perfette e ben rifinite (senza dubbio alcuno, molto gradevole a questo proposito “Black Satin”), ma che rimangono lì, in uno spazio aereo, affossate in un cielo rosso sangue, sotto una montagna di stelle coperte da una cupa foschia…
Voto: 3
Claudio Baroni
PAUL STEEL
MOON ROCK
CD
FOR PROMOTIONAL USE ONLY – NOT FOR RESALE
FASCINATION/POLYDOR RECORDS
2008
Ho scritto, svariate volte su queste pagine (http://www.ideabiografica.com/popmusicinuk.htm) più o meno giustamente su quali parametri si dovrebbe prendere in considerazione per giudicare la perfetta pop-song. Dissertazioni, il più delle volte, fatue quasi da bar dello sport dopo la partita della domenica. Ebbene, ancora una volta, ci troviamo a discutere di quest’annoso –ma simpatico- dilemma. Il disco, più che brillante, di Paul Steel (provenienza Brighton, Gran Bretagna) intitolato “Moon Rock” si pavoneggia in uno zuccheroso pop dalle unghie smaltate di fresco. Il buon Paul inzuppa il biscottino nelle radici che portano dai Beach Boys per arrivare fino all’occhialuto Elvis Costello, e per terminare con le Pippetes. Un bel crogiuolo di riferimenti musicali che il suddetto autore “increspa”, più che degnamente, in un ottimo decotto. Canzoni che più le ascolti e più ti viene voglia di assaporarle di nuovo, come “The Way You Are” veramente irresistibile! Insomma, per me, Paul Steel e la sua musica sono promossi a pieni voti.
Voto: 5
THE CRIBS
MEN’S NEEDS, WOMEN’S NEEDS, WHATEVER
CD
WARNER BROS
2007
Ritornano, dopo l’eccelente esordio “The New Fellas”, The Cribs from Wakefield (Uk). Tre fratelli (Ryan, Gary and Ross Jarman) che -dopo il lavoro da me poco prima menzionato- si sono guadagnati la possibilità di registrare (in grande) per una multinazionale come la Warner Bros. Ma la novità non è solamente questa, in quanto per la produzione si è addirittura scomodato Alex Kapranos of Franz Ferdinand. Scriviamo subito che il tocco di Mr. Alex non cambia più di tanto il look musicale dei Cribs. Ci troviamo davanti, infatti, ad un cd pieno zeppo di riferimenti indie pop-punk melodiosi. Giustappunto la scaltra melodia sostituisce un pochino la “genuinità selvaggia” del primo prodotto, che per il sottoscritto rimane sicuramente migliore di “Men’s Need’s, Women’s Need’s, Whatever”. Un album di cosiddetta transizione, in cui (durante questo periodo) i tre ragazzi dovranno cercare di capire cosa vorranno fare da grandi. Dilemma non di poco conto…
Voto: 3
IRRITANT
GOOD EVENING FROM THE MACHINE EP
E’ particolare, ma altresì per me molto interessante, saltare a piè pari (e scrivere) da un genere musicale all’altro. Gli inglesi Irritant, già dal nome, posseggono tutto per non essere amati (o l’esatto contrario) dal pubblico. Per coloro i quali vivono a “pane ed heavy metal” il cd “Good Evening From The Machine” risulterà essere una vera goduria. Per tutti gli altri penso che, solamente leggendo la definizione heavy metal, scapperanno a gambe levate. Insomma il sound degli Irritant possiede tutti, ma proprio tutti, gli stereotipi obsoleti di un filone ormai giunto alla fine della sua strada artistica. Parere assolutamente opinabile ovviamente!
Voto: 1
Claudio Baroni
ILARIA BERNARDINI
"La Fine dell'Amore"
ISBN, 2006
euro 12,00
Lamentazione in Fa Maggiore per una cucina impiallacciata che si disfa inesorabilmente dopo due anni, il tempo che è durato l’amore del dolce Lui agognato in un per-sempre da magazzino-del-mobile con luce flou che non brilla più, e non sembra più tanto felice di stare con Lei, che ha le mutandine gualcite che-nessuno-più-vede e preferisce fare la pipì, la sera, tra una macchina e l’altra, quando porta fuori il cane, piuttosto che sulla tazza del cesso rotta di casa propria.
Molta lamentazione, in questi racconti, anche se ragionevolmente dosata con improvvisi guizzi di ironia agrodolce e realistici, maturativi pensieri riguardanti la Morte, destino non solo delle cucine a basso costo per giovani coppiette un po’ illuse, ma di tutti noi, esseri finiti in carne ed ossa.
Duetti Lei-Lui come nella migliore tradizione del racconto intimista, svolti con leggiadria e leggerezza, anche se talvolta queste qualità sfociano in un tono stucchevolmente superficiale che avrebbe bisogno di rientrare entro certi margini per riacquistare la credibilità di un tipo di scrittura più marcatamente letteraria. Complimenti, comunque, per la scorrevolezza del testo e una predisposizione psicologica dei personaggi sempre volti a trovare soluzioni in questa vita che, spesso e volentieri, ci confonde e annichilisce con problemi apparentemente senza soluzione.
Andare avanti, The Show Must Go On.
Andrea Di Cesare
Il Direttore di www.ideabiografica.com ( rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007) Andrea Di Cesare dà ai navigatori il benvenuto in questo spazio web, soprannominato la dependance di ideabiografica.com, ovvero, uno spazio blog linkato al sito ufficiale ideabiografica.com indipendente dalla sua prossima periodicità quindicinale, e perciò aggiornato quotidianamente, o quasi. Cordialmente, Andrea Di Cesare
Dopo tanta esterofilia emancipata, e strappata ai massimi livelli artistici, mi par giusto interessarmi ad alcune realtà italiane. Nella fattispecie sono rimasto particolarmente colpito dai compact disc della Here I Stay Records…
Words: Claudio Baroni
PLASMA EXPANDER
S/t
CD
2006
Direttamente da Cagliari giungono gli “elaborati” Plasma Expander. Il loro lavoro si coagula su coordinate consequenziali di un feedback altamente qualitativo. Rock sghembo e “sporcato” da vene umbratili-schizzate. Canzoni che sono paranoia allo stato puro, beltà di un’imprevedibilità estasiante. Questo gruppo spiazza con suoni ibridi e per nulla mercantili. Difficile l’ascolto, ma altamente consigliato per coloro i quali non si fermano alle pudiche apparenze.
2006
Come lame taglienti che rompono il ghiaccio, il rock eccessivo dei sardi Golfcvb rovina e si (s)rotola come un fiume in piena. Castelli costruiti sulla sabbia bianca di una regione splendida. Cavità immortali che sprigionano un sound forte e strutturato. Musica corposa ed assemblata da mille (piccoli) rivoli di caustica elettricità febbricitante. E’ il post rock (chiamiamolo così, per meglio farci capire) che avanza granitico e sferzante.
VANVERA
A WISH UPON A SCAR
CD
2007
Altro ottimo prodotto licenziato dalla Here Stay Records. “A Wish Upon A Scar”, By Vanvera, unisce tasselli crudi di sano rock’n’roll. Quel rock’n’roll “scassato e ruvido” che appartiene a nomi importanti come Nick Cave e Jon Spencer. Teatralità artistica di alta fattura. Ombre funeree che si affacciano sui brani dell’intero disco (vedi la splendida “Soot Suit”). Nubi stralunate che appaiono e scompaiono come anime in pena. “A Wish Upon A Scar” è un album pregevole, intriso di tanta cupa vanità celestiale, così tanto poco italiano ma così tanto europeo…
Voto: 5
JUNE
HAPPY BOYS CRY LOUD
CD
2007
Paradossalmente June sono talmente bravi che non sembrano neanche provenire dal nostro paese. “Happy Boys Cry Loud” fa respirare, all’ascoltatore, aria pulita e crea attorno a sé un' oasi di naturale beltà folk-pop. Pop music delle migliori attualmente in circolazione. Tra The Smiths ed Orange Juice, questa band mette in mostra delle ottime credenziali artistiche, creando delle elegiache canzoncine come “The Mistery Of Seeing You”. Da avere.
Claudio Baroni
http://www.ideabiografica.com/popmusicinuk.htm
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